mercoledì 24 gennaio 2024

Murtagh Christopher Paolini

 Ciao Lettor*,

bentrovat* su questi schermi, per la recensione di Murtagh, un libro che ha smosso il letto del fiume dei miei ricordi.

Sono molto affezionata alla saga Eragon di Paolini, è grazie a lui che mi sono avvicinata al fantasy, ricordo che mi appassionai così tanto alla lettura di questi libri che pur di finirli, mi finsi malata per una settimana (don't try this at home) per evitare di andare a scuola. 

Diventai veramente matta, e ricordo di non aver voluto leggere altro per un lungo periodo, perchè le sue parole e le vicende di Eragon mi riverberavano dentro senza sosta. Poi iniziai a leggere libri su libri fantasy, nella speranza di trovare qualcosa di altrettanto bello. Così sono andata avanti a leggere storie di ogni forgia che mi riaccendessero quegli stessi sentimenti. 

Dopo tanti anni posso dire che pochi libri hanno saputo essere allo stesso livello per me, anche se in tutta onestà probabilmente negli anni i miei gusti sono cambiati, mi è venuta voglia tante volte di rileggere la saga, però per timore di vedere la storia sotto un altro punto di vista, ho preferito evitare.

Non sono però riuscita a dire di no a Murtagh, il piacere effimero di ritornare ad Alagaesia, é stato più forte di qualsiasi richiamo e, ad onor del vero, sono contenta di aver ascoltato quella vocina. 

Vi lascio la trama e come al solito subito dopo il mio commento:

Il mondo non è sicuro per il Cavaliere dei Draghi Murtagh e il suo drago Castigo. Un re crudele è stato sconfitto e i due devono affrontare le conseguenze del ruolo che, a malincuore, hanno ricoperto nel suo regno del terrore. Adesso sono odiati, soli, esiliati ai margini della società. In tutto il Paese, si sussurra di spaccature nel terreno e di un vago odore di zolfo nell’aria. Murtagh intuisce che qualcosa di malvagio si annida tra le ombre di Alagaësia. Ha così inizio un epico viaggio attraverso terre conosciute o ancora inesplorate, durante il quale Murtagh e Castigo dovranno usare ogni arma a disposizione, dall'astuzia ai muscoli, per trovare e distruggere una strega misteriosa.

In questo avvincente romanzo che vede come protagonista uno dei personaggi popolari del Ciclo dell’Eredità creato da Christopher Paolini, un Cavaliere dei Draghi deve scoprire per cosa valga la pena combattere in un mondo che l’ha abbandonato


Ritornando a noi, sono davvero contenta di aver letto questo testo la paura di non avere un riscontro positivo é stata quanto mai ingiustificata. É vero che io ero una giovane adolescente quando ho letto Eragon, ma lo era anche il nostro Christopher, la cui prosa é nettamente maturata, e come un buon vino, più passa il tempo e più la si apprezza. 

Sicuramente non lo ha abbandonato la sua prolissità, Paolini si dilunga a raccontare i tanti particolari che costellano la trama, ma nulla è inutile o lasciato al caso. Come in un puzzle ogni cosa alla fine trova il suo incastro.

Sicuramente la storia, come anche la prosa, ha un livello di maturità superiore rispetto alla saga madre. Troviamo concetti molto meno improntati sull'idea di eroe senza macchia e senza paura.

Murtagh è un personaggio molto più umano, che pondera sugli errori del passato, per prevenire quelli futuri. Non è sempre certo di quale sia la strada giusta da intraprendere, mostra altre forme di coraggio: quello che serve per poter affrontare le conseguenze di uno sbaglio, e porvi rimedio anche dovendo affrontare la sfiducia del prossimo.

Il coraggio che gli consentirà di riemergere vittorioso e splendido dalle ceneri del suo passato.

In conclusione posso dire che sono stata davvero felice di affrontare questa lettura piacevolissima, non é uno di quegli spin off di cui non si sentiva il bisogno, é un piacevole ritorno per chi come me ha amato il Ciclo dell'eredità e un'ottima scusa per poter iniziare a perdersi in questo fantastico mondo.


sabato 16 dicembre 2023

Un giorno di notte cadente Samantha Shannon

 Ciao Lettor*,

Oggi su questi schermi trattiamo della nuova avventura scritta da Samantha Shannon già autrice de Il priorato dell'albero delle arance.

Un giorno di notte cadente ambienta le sue vicende nello stesso mondo del precedente libro, ma circa cinquecento anni prima degli avvenimenti trattati ne Il priorato dell'albero delle arance.

Come al solito vi lascio la trama del libro e subito dopo il mio commento:

Tunuva Melin è una sorella del Priorato: da cinquant'anni si allena a uccidere le creature draconiche, ma è dall'epoca del Senza Nome che non se ne vedono, e ormai la gente inizia a mettere in discussione l'importanza del suo ordine.

Intanto nel Settentrione la regina di Inys, Sabran l'Ambiziosa, ha sposato il nuovo sovrano di Hróth, allo scopo di rafforzare l'alleanza dei regni devoti alle Sei Virtù. Hanno una figlia, Glorian, che vive nascosta nella loro ombra, e non desidera uscirne.

A Oriente i draghi dormono da secoli; Dumai ha trascorso tutta la vita in un tempio tra le montagne di Seiiki, officiando i riti in onore del potente Kwiriki. Ma ora un uomo riemerge dal passato di sua madre Unora, e dà una svolta al destino della ragazza.

Una nuova era di terrore e violenza si avvicina: e quando il Monte dei Lamenti esploderà, spetterà a queste donne trovare la forza di proteggere l'intero genere umano dalla più terribile delle minacce.

Un giorno di notte cadente è collegato per ambientazione alla storia de Il priorato dell'albero delle arance, ma le vicende sono completamente avulse da quelle precedentemente trattate, pertanto è un libro che può essere letto anche individualmente. Chiaramente essendo storie che precedono quelle che si ritrovano nel Priorato dell'albero delle arance, in qualche modo si trovano dei rimandi che possono far intuire alcune situazioni che verranno poi a rendersi note nel primo libro, pertanto se avete un'ottima memoria e volete preservarvi da qualsiasi tipo di spoiler, vi consiglio di leggere i libri della Shannon in ordine di pubblicazione.

Personalmente ho trovato molto migliorato lo stile della scrittrice, molto più maturo anche nella gestione della stessa trama, nella caratterizzazione dei personaggi, e nella levatura del linguaggio scelto, che risulta essere poetico e scorrevole allo stesso tempo. C'è però una cattiva gestione del ritmo della storia, nella prima metà del libro si sofferma molto su dettagli che, a mio parere, poteva anche evitare, concentrando l'azione tutta nella seconda parte del libro.

E' stata una scelta che ho condiviso poco, anche perchè chi si approccia per la prima volta alla sua scrittura potrebbe essere tentato dal mollare la storia a metà, perdendosi davvero tutto il bello. Pertanto sarebbe stato perfetto se avesse sintetizzato alcune parti che sono rimaste fini a se stesse.

I personaggi sono davvero interessanti, ed è stata bravissima a dare un continuum tra trama e world building, assegnando ad ogni pov la voce di uno dei continenti tirati in ballo. Anche la caratterizzazione è davvero ben riuscita, finalmente troviamo delle rappresentazioni della figura della madre, degne.

Insomma in definitiva è un testo che personalmente ho apprezzato tanto, ma per il quale bisogna armarsi di tanta pazienza, facendosi trasportare dalla bellissima prosa per superare le 400 pagine iniziali, vi prometto che se sarete tenaci verrete ricompensat*.



martedì 14 novembre 2023

Renegades Identità segrete Marissa Meyer

 Ciao Lettor*,

oggi esce per mondadori Renegades, scritto da Marissa Meyer famosa per essere anche l'autrice delle Cronache lunari, una saga che in tanti amano ma che per un periodo è stato difficilissimo reperire sul mercato.

Renegades, è il primo libro di una saga che onestamente ho trovato un pò sottotono rispetto ad altre opere dell'autrice, ma non si può dire che non sia carino. 

E' una storia che parla di supererori e supercattivi che trova parecchie similitudini con molta letteratura young adult e anche qualche serie TV. 

Il sistema di cooperative woking suddiviso in squadre mi ha ricordato molto Aurora Rising di Kristoff, le ambientazioni richiamano un pò quelle della saga di TrueLife sempre di Kristoff, nel sistema di reclutamento ci sono elementi che riprendono My hero academia ed anche alcuni super poteri prendono spunto un pò da li, determinati richiami su cui non mi soffermo per evitare spoiler sono anche verso la serie TheBoys.

Renegades quindi non è un testo che brilla per originalità, ma non si può dire che la storia non sia accattivante.

Di seguito trovate la trama, e come sempre subito dopo il mio commento:

L'Era dell'Anarchia avrebbe potuto proseguire all'infinito. Poi, quasi all'improvviso… la speranza. La speranza che risplendeva luminosa, vestita con mantelli e maschere. La speranza, bellissima e piena di gioia, che prometteva di risolvere tutti i problemi, di trafiggere i nemici con la spada della giustizia. La speranza che prendeva il nome di Rinnegati. Sono passati ormai dieci anni da quando i Rinnegati, un gruppo di giovanissimi Prodigi, uomini e donne dotati di poteri straordinari, decisero di usare le loro capacità per contrastare il caos generato dal governo degli Anarchici su Gatlon City, e riportare ovunque pace e stabilità. Da quel momento i Rinnegati sono diventati per tutti i paladini della giustizia, un simbolo vivente di fiducia nel futuro e coraggio. Per tutti tranne ovviamente per gli Anarchici superstiti che, a loro volta dotati di poteri, sono fuggiti dalla città e per anni, di nascosto, hanno cercato di riorganizzarsi per portare a compimento il progetto originale del loro defunto leader Ace. Tra loro adesso c'è anche Nova, la nipote diciassettenne dell'uomo. Lei stessa un Prodigio, è affamata di vendetta e pronta a tutto pur di ottenerla. Anche a partecipare a un'operazione di infiltrazione tra le fila nemiche. L'incontro con Adrian, un Rinnegato dall'animo ribelle che crede fermamente nella giustizia, però, potrebbe rischiare di sconvolgere i suoi piani: a un passo dalla grande battaglia che attende Rinnegati e Anarchici, i sentimenti infatti possono diventare un nemico spietato...

Renegades nel complesso è una lettura abbastanza scorrevole, la storia più che la sua forma, ti invita alla lettura. I personaggi sono ben costruiti e credibili, ma c'è una sottilissima linea che divide i buoni dai cattivi che ogni tanto infastidisce, poichè non sono forniti sufficienti elementi per far si che l* lettor* possa formulare una propria opinione chiara su come i fatti siano effettivamente andati.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 14 Novembre

Rilegatura: Copertina Rigida

Pagine: 432

Traduzione: Claudia Milani

Prezzo: 17,99€






Nova, la protagonista, è palesemente schierata con i "cattivi", non tanto perchè sposi la loro ideologia, ma perchè hanno un obiettivo comune: la vendetta.

In alcuni casi Nova risulta essere un pò troppo credulona, agisce con furbizia e si perde poi in un bicchier d'acqua. 

Poi c'è Adrian che fa parte della compagine dei supereroi "buoni" e ci fornisce l'altro punto di vista Ho trovato questo personaggio un pò insipido, il ragazzino che si ribella alla famiglia, combina guai e poi non sa come risolverli e li nasconde sotto il tappeto per non perdere l'approvazione dei genitori.

Però a dirla tutta sono personaggi dei quali mi è ugualmente piaciuto leggere l'evoluzione, mi hanno fatta sorridere ed a volte innervosire, ma anche questo è sintomo di un buon coinvolgimento del lettor* nella storia.

Due sono le cose che proprio non sono riuscita ad apprezzare di Renegades, la prima è la scrittura della Meyer che si è rivelata essere estremamente prolissa e soprattutto tanto ripetitiva, se avesse rivisto un pò le cose poteva dimezzare le pagine del testo, ma a parte questo si conferma essere una scrittrice molto coinvolgente, che nonostante queste pecche è riuscita a suscitare curiosità. 

Devo anche dire che non ci sono grandissimi colpi di scena, ma è proprio l'interesse per la stora che ti porta avanti nella lettura.

La seconda cosa che proprio non mi è piaciuta è la traduzione, ci sono passaggi che ho avuto modo di confrontare con l'originale e sono completamente fuori pista rispetto a quanto scritto dall'autrice. 

Anche la scelta di voler tradurre a tutti i costi i nomi da supereroi mi ha fatto storcere il naso, alcuni sono stati resi troppo letteralmente trovandoci con un supereroe che in inglese è Sketch e in italiano Schizzo, vi giuro che ogni volta che l'ho letto nella mia mente si è composta la domanda "schizzo...di cosa?".

Per concludere consiglio questo libro? Si, perchè nonostate qualche difetto nessuno è insormontabile e la storia tutto sommato merita. Sicuramente non è la lettura più brillante di questo 2023, ma per svagarsi è perfetto.


lunedì 13 novembre 2023

La lingua delle spine di Leigh Bardugo

 Ciao Lettor*,

è da un pò che manco su questi schermi, ma proprio non potevo esimermi dallo scrivere la recensione di uno dei libri che credo di aver atteso di più quest'anno.

La lingua delle spine di Leigh Bardugo è una raccolta di racconti del folklore del Grishaverse, storie che probabilmente i personaggi avranno sentito da piccoli, o che sono state citate nei testi della saga.

Come al solito vi lascio la trama e subito sotto il mio commento:

Un mondo di oscuri affari stipulati al chiaro di luna, città infestate da spiriti, foreste inquietanti e bestie parlanti. Qui la voce di una giovane sirena può evocare tempeste mortali e un fiume può eseguire gli ordini di un ragazzo innamorato, ma solo a un prezzo indicibile.

Ispirandosi a miti, folklore e fiabe, Bardugo ha scritto una raccolta di racconti straordinariamente ricchi di atmosfera, pieni di tradimenti, vendette, sacrifici e amore. Perfetti sia che siate suoi nuovi lettori sia che siate fan accaniti, questi racconti vi trasporteranno in terre familiari e misteriose, in una realtà pericolosamente intessuta di magia che milioni di persone hanno conosciuto e amato attraverso i romanzi del GrishaVerse.


Editore: Mondadori

Data prima pubblicazione: 21 Novembre 2023

Rilegatura: Copertina Rigida

Pagine: 296

Illustratrice: Sara Kipin

Traduttrice: Roberta Verde

Prezzo: 18,90€



La lingua delle spine è nato poichè era stato richiesto all'autrice se desiderava scrivere un prequel della fortunatissima saga, ma come ella stessa racconta, le è venuto in mente di raccontare delle fiabe che un pò rappresentassero quel mondo a lei tanto caro, senza dove tornare a parlare dei personaggi della saga.

E' una scelta che ho trovato davvero molto intelligente, perchè per quanto ci si affezioni ai protagonisti di una saga, non sempre prequel e sequel sono all'altezza delle aspettative de* lettor*, soprattutto quando ci si trova difronte a storie che hanno avuto un successo sfolgorante.

Per quanto riguarda nello specifico La lingua delle spine, trovo che sia una raccolta di racconti davvero bella da leggere al di là che siate o meno fan della saga. La scrittura della Bardugo è in grado di accendere e spegnere la magia nel giro di poche pagine, lasciando un senso di inquietudine che non tutti gli scrittori sono in grado di sollevare attraverso le poche parole a disposizione.

Una menzione speciale va assolutamente fatta alle illustrazioni di Sara Kipin che accompagnano e completano ogni storia. Per ogni racconto appaiono come una cornice di pagina e vanno man mano ampliandosi, ogni volta che alla storia vengono aggiunti maggiori dettagli, fino a culminare con delle magnifiche illustrazioni a pagina intera che raccontano i momenti salienti, in maniera strabiliante, dando un volto ai personaggi che abbiamo immaginato grazie alla penna dell'autrice.

Un connubio davvero magnifico ed inusuale, ma che funziona in maniera ineccepibile lasciando davvero a bocca aperta.

Il racconto che mi è piaciuto di più è stato Quando l'acqua cantò il fuoco, che prende ispirazione dalle ambientazioni de La Sirenetta, ma prende una strada completamente inaspettata. Così come per tutti gli altri racconti la linea di separazione tra il bene e il male è così sottile che ti lasciano con grandi riflessioni in carico.

In conclusione mi sento di consigliare questo libro agli amanti del Grishaverse, ma anche a coloro che di Bardugo sentono parlare per la prima volta, perchè è davvero una perla rara.


lunedì 26 giugno 2023

Davenport Krystal Marquis



Ciao Lettor3,

oggi parliamo di Davenport, una saga divisa in due volumi scritta da Krystal Marquis edita Mondadori, che ha suscitato il mio interesse in quanto racconta la storia di una famiglia di schiavi, che liberatasi, riesce a fare una grande fortuna con l'azienda di famiglia.

Pensavo di trovarmi difronte ad un punto di vista innovativo con il quale raccontare il periodo della ripresa economica americana, ma alla fine la parte centrale è sicuramente stata quella romance.

Non che mi sia dispiaciuto perchè infondo lo ammetto, sono fan dei drama storici, ma da questo libro mi aspettavo qualcosa in più.

Vi lascio la trama in modo che possiate farvi un'idea e subito dopo il mio commento:

Chicago, 1910: i Davenport sono una delle pochissime famiglie nere a godere di un'immensa ricchezza e di uno status sociale elevato. Una fortuna creata con coraggio e intraprendenza dal capostipite William, un ex schiavo che anni prima è fuggito al Nord e ha finito col fondare la Davenport Carriage Company determinando per sé e i suoi figli un destino ricco di opportunità. Immerse in un mondo sfavillante fatto di palazzi imponenti, vestiti magnifici, balli sfarzosi e pregiudizi duri a morire, le giovani della famiglia sono alla ostinata ricerca della propria strada.

C'è Olivia, la sorella maggiore, pronta a compiere il suo dovere sposando un uomo perbene e che tutto si aspetta tranne che un incontro imprevisto faccia vacillare le sue certezze. C'è Helen, la minore, più interessata a riparare automobili che a innamorarsi e mettere su famiglia. Poi, accanto a loro, c'è Amy-Rose, l'amica d'infanzia delle due ragazze e ora diventata la loro cameriera personale, che sogna di aprire un'attività in proprio e di sposare l'uomo di cui è innamorata da sempre. Infine Ruby, la migliore amica di Olivia, spinta dalla famiglia a conquistare il cuore di un ragazzo proprio mentre qualcun altro sta già iniziando a conquistare il suo.

Editore: Mondadori

Data Pubblicazione: 27 Giugno 2023

Formato: copertina flessibile

Pagine: 348

Prezzo: 18,05€

Traduzione: Carla Storti










In buona sostanza Davenport è un libro che accompagna queste pigre giornate estive, soprattutto per coloro a cui piacciono i drama alla Bridgerton o Downton Abbey, belli infarciti di romance di altri tempi, con qualche accenno ai principali eventi storici accaduti nel periodo in cui sono ambientati.

Marquis è stata brava a ricreare le ambientazioni del periodo in maniera abbastanza fedele, sia per quanto riguarda gli usi e i costumi, sia per ciò che concerne la descrizione degli ambienti e delle architetture.

Una nota di demerito però va alla traduzione, che non ha saputo riportare in maniera corretta l'utilizzo dei pronomi. Viene troppo spesso dato del "tu", nei dialoghi tra fidanzati, ed addirittura con membri della servitù, quando all'epoca veniva utilizzato solo in situazioni di estrema intimità. Questa colloquialità un pò spezza l'incantesimo, certo non pregiudica la comprensione del testo, ma infastidisce.

Inoltre, per quanto concerne le tematiche che vengono affrontate, restano sempre molto superficiali, e per certi versi un pochino improbabili per l'epoca, come ad esempio le vicende che riguardano Helen, i cui tratti della personalità risultano essere un pò troppo all'avanguardia per il periodo.

Prepotente è sicuramente la parte romance, ricca di intrecci, e dell'amore d'altri tempi che tanto fa palpitare il cuore. Qui non troviamo storie non convenzionali, la maggior parte delle relazioni è costruita sui classici triangoli amorosi molto sfruttati in questo tipo di letteratura.

Per cui la parte relativa all'ascesa delle famiglie di colore nell'alta borghesia che tanto mi aveva stuzzicata, purtroppo fa solo da scenografia, e inoltre ricorda vagamente le vicende di Lady Agatha Danbury, nell'ultimo spin-off di Bridgerton dedicato alla Regina Carlotta attualmente su visibile su Netflix.

Insomma, niente di nuovo sul fronte occidentale, se non altro è una lettura dal ritmo lento, godibile e senza troppe pretese, per chi ha voglia di un pò di romanticismo di altri tempi.


martedì 20 giugno 2023

I viaggiatori del binario 5 Clare Pooley

Ciao Lettorə,

Vi é mai capitato di osservare le persone che vi circondano, e cercare di intuire attraverso piccoli indizi la loro vita?
Io quando viaggio, o quando semplicemente sono in fila da qualche parte lo faccio sempre, esercito la mia fantasia e la mia immaginazione figurandomi gli scenari di vita degli estranei che mi circondano.
Per chi quando ho letto la trama de I viaggiatori del binario 5, mi sono sentita subito stuzzicata, e ho fatto bene, perché ho scoperto un libro coccola, di quelli che fanno passare qualche ora in pace con il mondo, non problematico e senza troppe pretese.

Vi lascio la trama e subito dopo il mio commento:
Ogni giorno alle 8.05 Iona Iverson prende il treno per andare al lavoro e percorre dieci fermate, da Hampton Court alla stazione di Waterloo, accompagnata dal suo cane, Lulu. Ogni giorno vede le stesse persone, su cui fa ipotesi e che conosce solo per i soprannomi che lei stessa gli ha affibbiato. Naturalmente, non parlano tra loro. Da pendolare esperta, infatti, Iona sa che sul treno ci sono regole precise che tutti dovrebbero seguire: - Avere un lavoro a cui recarsi. - Non consumare cibo caldo. - Essere pronti a ogni evenienza. - Non parlare mai con gli sconosciuti. Ma una mattina uno dei passeggeri, che Iona ha soprannominato "Chic ma Sessista", rischia di strozzarsi con un acino d'uva proprio davanti a lei. Sarebbe morto se non fosse stato per il tempestivo intervento di "Sospettosamente Simpatico", ossia Sanjay, un infermiere che gli pratica la manovra di Heimlich. Questo singolo evento dà il via a una reazione a catena, e un gruppo di persone che non hanno quasi nulla in comune se non i loro spostamenti quotidiani scopre che un incontro casuale può trasformarsi in molto di più e che parlare con gli sconosciuti può insegnarci qualcosa sul mondo che ci circonda e su noi stessi. Ma quando la vita di Iona inizierà a crollare, i suoi nuovi amici saranno presenti nel momento del bisogno?
La storia si ambienta a Londra dove l'etichetta prevede ci sia un certo distacco e una certa discrezione tra i pendolari che affollano i treni.
Iona quindi, seduta al suo posto insieme a Lulù la sua amata cagnolina, scruta, osserva, immagina e scopre che con lei ci sono dei viaggiatori fissi.
A seguito di un evento le loro vite si sfiorano dando vita ad una di quelle storie dal sapore dolceamaro.
Ognuno di loro la mattina prende quel treno, con i suoi dubbi, le sue paure, e man mano aprendosi ai consigli di Iona si vede come avviene il passaggio da sentimenti negativi, a sentimenti positivi come la speranza.
Ogni viaggiatore ha il suo bagaglio esperienziale che racconta ai compagni di viaggio grazie anche alle sollecitazioni di Iona che come un filo rosso, mette in relazione tutti loro. 
Lei é una donna sulla cinquantina lavora per un giornale dove tiene una rubrica di consigli, purtroppo però inizia a scontrarsi con le nuove generazioni, e quindi si sente dire che non va più bene per il suo ruolo. Poi c'è Martha una liceale che purtroppo a causa del suo fidanzato, è vittima di bullismo e body shaming. 
Emmie che è una donna molto bella e dolce che subisce mobbing sul lavoro, ed è vittima di una relazione tossica e abusiva. 
Piers, un agente di borsa di quelli un po' antipatici. Il classico pallone gonfiato pieno di sé perché fa un lavoro dove deve sempre dimostrare di sapere perfettamente cosa sta facendo, e ovviamente meglio di tutti. Purtroppo la vita lo porterà a fare i conti con i suoi aspetti più fragili, dovrà affrontare la sua "sindrome dell'impostore" per trovare un nuovo modo di vivere.
Infine forse il personaggio in cui mi sono rivista di più Sanjay, un infermiere del reparto oncologico, che tutti i giorni deve fare a pugni con il dolore, l'impotenza e il senso di colpa che deriva da un lavoro emotivamente provante, dal quale non riesce mai a staccare del tutto.

Come é possibile notare le tematiche trattate sono tante e di vario genere, ma la delicatezza con cui vengono affrontati i problemi dei vari protagonisti ed anche le soluzioni prospettate dall'autrice, sono sempre molto intelligenti e mai problematiche.
La scrittura é davvero semplice, m estremamente coinvolgente poiché é stata in grado di creare personaggi nei quali é difficile non identificarsi.
Il finale lieto dona speranza, è una coccola per tutti coloro che si trovano a vivere un momento difficile, perché apre la mente alla positività, a tutto c'è sempre rimedio.

sabato 17 giugno 2023

Le bugie della nostra vita Mikita Franko

Ciao Lettorə,

Oggi porto su questi schermi una lettura che mi é piaciuta davvero molto.
Perfetta, a mio parere, per il mese di giugno che si accende di tutti i colori del pride.

Mikita Franko é un autore di origine Kazakistana, trasferitosi poi in Russia, ha iniziato a scrivere il suo romanzo a puntate pubblicandolo online un po' alla volta sul suo blog. Successivamente é stato pubblicato da Popcorn Books, editore Russo, che si occupa principalmente di tematiche queer. Così Le bugie della nostra vita é diventato un caso editoriale molto discusso, che é stato poi tradotto in tantissime lingue.

Vi lascio la trama e successivamente troverete il mio commento:

Mikita ha solo cinque anni quando muore la sua mamma. Da quel momento, va a stare dallo zio Slava, nella casa in cui il giovane abita insieme al compagno, Lev. La convivenza non parte col piede giusto, ma piano piano i tre diventano una vera famiglia. I problemi cominciano con l'inizio delle scuole elementari, perché per nessun motivo Miki dovrà raccontare il loro segreto. Nessuno dovrà mai sapere che è stato cresciuto da una coppia gay. Nella Russia di Putin, infatti, la diffusione di questo dettaglio metterebbe a rischio il loro nucleo famigliare. A lungo andare, però, questa girandola di bugie travolge Miki portandogli via la spensieratezza. Crescendo, diventa un adolescente rabbioso, aggressivo, cade in depressione. Quando poi si rende conto di essere attratto dai ragazzi, gli sembra di vivere un incubo: sta diventando la prova vivente di quanto sostiene la propaganda del regime, ovvero che le coppie omosessuali crescono figli omosessuali. Ci vorrà tempo, e tanti fallimentari tentativi di innamorarsi delle ragazze, prima che Mikita faccia pace con se stesso e con la propria sessualità… "Le bugie della nostra vita" è un romanzo intenso che punta dritto al cuore raccontando senza ipocrisie una storia estremamente attuale con uno stile fresco e brillante che regalerà al lettore non poche risate.

La storia di Miki é tutta ambientata in Russia dove una forte propaganda omofoba da parte del governo, mette i bastoni tra le ruote alla felicità di Miki.

Figlio di due omogenitori, che lo amano alla follia, lo coccolano e lo seguono, deve fare i conti con la dura realtà in cui la sua famiglia risulta "sbagliata", "innaturale".
Per questo motivo Mika non può aprirsi con nessuno, perché rischierebbe che i servizi sociali lo allontanino. Dunque il ragazzo é costretto a mentire raccontando di essere figlio di un solo padre.

Questo lo porterà ad avere problemi a relazionarsi con gli amici e con le persone in generale, costretto a reprimere i propri problemi in quanto non può raccontare a chiunque la fonte dei suoi turbamenti.

Ciò lo condurrà a diventare un quattordicenne violento, depresso, devastato dall'odio per se stesso e per la propria famiglia.

Il tema centrale del libro sta proprio nel voler far emergere quanto in realtà sia l'atteggiamento omofobo della società a creare disturbi alle persone LGBTQ+.

Se Miki avesse potuto esprimere liberamente tutto l'amore di cui veniva investito dai suoi genitori, probabilmente non sarebbe diventato un ragazzo problematico. 

Non é infatti l'essere di per sé figlio di due omogenitori a generare una serie di problematiche, ma la violenza con la quale la politica Russa insegna a scagliarsi contro gli omosessuali che vengono bullizzati di continuo.

Il raccontare determinati eventi attraverso gli occhi di un bambino, ripulisce i concetti da tutte le sovrastrutture sociali, mostrando quanto l'amore sia privo di genere. Mika infatti vive benissimo la sua vita in 3 finché, nel momento in cui inizia la scuola iniziano i problemi, si scontra con il mondo reale e con la percezione che esso ha degli omosessuali, dando vita così ad una forte dicotomia fra la sua realtà domestica e la società in cui ha fatto il suo sciagurato debutto.

Questo fa anche riflettere su quanto il mondo sia ingiusto proprio nei confronti dei bambini, che tutti mirano a proteggere, ma che nessuno mai ascolta davvero.

Le bugie della nostra vita é un esordio davvero bellissimo, scritto in maniera semplice, ma diretta, e tanto tanto emozionale.

Fa ridere, piangere e tanto riflettere, su quanto ognuno di noi nel suo piccolo é in grado di poter cambiare le cose, aprendosi al cambiamento e accettando che l'inclusione é la strada giusta da percorrere per creare un circolo di amore infinito.

Ringrazio Franci di Coffee and Books per l'organizzazione del review party e Mondadori per la copia omaggio.